venerdì 23 giugno 2023

Ricette - Risotto alla milanese

 

L'origine del risotto alla milanese è strettamente legata alla città di Milano. La storia del risotto alla milanese risale al XV secolo.


La leggenda più diffusa racconta che il risotto alla milanese sia stato creato accidentalmente durante la costruzione del Duomo di Milano. Si dice che un apprendista di un maestro vetraio, chiamato Valerio di Fiandra, stesse lavorando alle vetrate colorate del Duomo. Durante la realizzazione di un grande finestrone, fu incaricato di preparare il colore giallo dorato per il vetro. Aggiunse lo zafferano al brodo di carne, che veniva utilizzato per ammorbidire il riso. Tuttavia, qualcosa andò storto e la miscela si rivelò troppo densa. Per non sprecare gli ingredienti, decisero di usare quella miscela per preparare un risotto. Il risultato fu un risotto dal colore giallo intenso e dal sapore unico.

Indipendentemente dalla veridicità della leggenda, è indubbio che il risotto alla milanese sia diventato una specialità della cucina milanese. Inizialmente era considerato un piatto di lusso, riservato alle occasioni speciali e alle festività. Il suo colore dorato rappresentava la ricchezza e l'opulenza.

Il risotto alla milanese iniziò ad acquisire popolarità tra la nobiltà milanese e divenne un simbolo della cucina milanese durante il Rinascimento. La sua reputazione si diffuse rapidamente e il risotto alla milanese divenne un piatto distintivo della tradizione culinaria milanese.

Col passare dei secoli, il risotto alla milanese si è diffuso anche al di fuori di Milano ed è diventato un piatto apprezzato in tutta l'Italia e nel resto del mondo. Oggi è considerato un classico della cucina italiana e viene spesso servito come piatto principale o come contorno a carni, pesce o formaggi.

La ricetta tradizionale del risotto alla milanese ha subito poche modifiche nel corso degli anni. Gli ingredienti chiave rimangono lo zafferano, che conferisce al risotto il suo caratteristico colore giallo, e il brodo di carne, che rende il risotto cremoso e saporito.

Il risotto alla milanese rappresenta quindi un'importante parte della cultura gastronomica di Milano e continua a essere amato e apprezzato in tutto il mondo per il suo sapore unico e la sua storia affascinante.







Ricetta per preparare il risotto alla milanese per 4 persone:




Ingredienti:


· 320 g di riso Arborio o Carnaroli

· 1 cipolla media, tritata finemente

· 50 g di burro

· 1 cucchiaio di olio d'oliva

· 100 ml di vino bianco secco

· 1 litro di brodo vegetale o brodo di carne caldo

· 1 bustina di zafferano (circa 0,1 g)

· 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato

· Sale q.b.






Preparazione:


1. Inizia preparando il brodo: puoi utilizzare un brodo vegetale preconfezionato o prepararlo da zero facendo bollire acqua con verdure come carote, sedano e cipolla. Mantieni il brodo caldo a fuoco basso.

2. In una pentola grande, fai sciogliere metà del burro insieme all'olio d'oliva a fuoco medio. Aggiungi la cipolla tritata e fai soffriggere finché diventa trasparente e morbida. Questo darà al risotto un sapore dolce e profumato.

3. Aggiungi il riso alla pentola e tostalo per circa 2-3 minuti, mescolando continuamente, finché i chicchi diventano traslucidi. Questo passaggio aiuterà a sigillare i chicchi di riso e a impedire che assorbano troppo brodo durante la cottura.

4. Sfuma il riso con il vino bianco secco. Questo aggiungerà un sapore fresco e acido al risotto. Lascia che il vino si evapori completamente, mescolando delicatamente.

5. Inizia ad aggiungere gradualmente il brodo caldo al riso, un mestolo alla volta, mescolando delicatamente. Assicurati che il brodo sia assorbito prima di aggiungere il successivo mestolo. Continua a cuocere il risotto, mescolando frequentemente. Questo processo di cottura lenta e graduale permetterà al riso di rilasciare l'amido, creando una consistenza cremosa.

6. Nel frattempo, in una piccola ciotola, sciogli la bustina di zafferano in pochissimo brodo caldo, creando una soluzione colorata. Il caratteristico colore giallo dello zafferano donerà al risotto alla milanese il suo aspetto unico. Versa questa soluzione nel risotto e mescola bene per distribuire uniformemente il colore.

7. Prosegui la cottura del risotto, aggiungendo il brodo e mescolando, finché il riso è al dente e cremoso. Questo richiederà circa 15-20 minuti. Durante questo processo, assicurati di mantenere il risotto umido, ma non troppo liquido.

8. Quando il risotto è al punto giusto, spegni il fuoco e aggiungi il restante burro e il Parmigiano Reggiano grattugiato. Mescola energicamente fino a ottenere una consistenza cremosa e liscia. Il burro e il Parmigiano Reggiano renderanno il risotto ancora più cremoso e gustoso.

9. Assaggia il risotto e aggiusta di sale, se necessario. Ricorda che il brodo può contenere già del sale, quindi è meglio assaggiare prima di aggiungere altro.

10. Copri il risotto con un coperchio e lascialo riposare per 1-2 minuti. Durante questo breve riposo, i sapori si amalgameranno e il risotto raggiungerà la sua consistenza finale.

11. Servi il risotto alla milanese caldo, guarnendo con una spolverata di Parmigiano Reggiano grattugiato extra, se desiderato. Il Parmigiano Reggiano aggiuntivo creerà una deliziosa crosticina sulla superficie del risotto. Puoi accompagnarlo con un bicchiere di vino bianco secco per completare il pasto.




Il risotto alla milanese è un piatto che richiede pazienza e attenzione, ma il risultato finale vale sicuramente la pena. La cremosità del riso, il profumo dello zafferano e il sapore del Parmigiano Reggiano si combinano per creare un'esperienza gustativa unica. Preparalo per una cena speciale o per deliziare i tuoi ospiti con una specialità milanese. Buon appetito!




mercoledì 12 aprile 2023

Milano capitale della moda

 

Milano è indubbiamente la capitale della moda italiana e uno dei principali centri della moda a livello globale. La città vanta una lunga tradizione di produzione di abbigliamento, calzature e accessori di alta moda, ed è sede di alcune delle più prestigiose case di moda al mondo.


Milano ha una lunga tradizione nel settore tessile, risalente almeno al Medioevo, quando era una delle principali città italiane per la produzione di tessuti di lana e cotone. Nel XVIII secolo, la città iniziò a diventare un importante centro per la produzione di abbigliamento, con la creazione di nuove tecniche di tessitura e l'arrivo di artigiani tessili specializzati da tutta l'Italia e dall'estero.


Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'Italia si trovò in una situazione economica difficile e dovette trovare nuovi modi per sviluppare la sua economia. Il governo italiano iniziò a investire nell'industria tessile e nel design, incoraggiando la nascita di piccole e medie imprese tessili in tutta Italia.


Milano divenne il fulcro della rivoluzione tessile italiana, grazie alla sua posizione geografica al centro della Lombardia, una regione con una lunga tradizione di tessitura e produzione di tessuti di alta qualità. La città diventò rapidamente un centro di produzione di tessuti e di moda di alta gamma.


Inoltre, negli anni '50 e '60, Milano divenne anche il centro dell'economia italiana, grazie alla sua posizione strategica nel cuore del triangolo industriale del nord Italia, composto da Milano, Torino e Genova. La città divenne il fulcro dell'industria manifatturiera italiana, con una forte presenza di aziende di alta tecnologia, industrie automobilistiche e imprese di servizi.


Negli anni '50, l'industria tessile italiana si trasformò da una produzione di massa di tessuti di bassa qualità a una produzione di alta gamma di tessuti pregiati e di alta moda. Milano divenne il centro di questa rivoluzione, grazie alla presenza di importanti aziende tessili come Marzotto, Ermenegildo Zegna e Canali.


Negli anni '60, la moda italiana iniziò a diffondersi all'estero, grazie alla promozione di importanti stilisti come Valentino, Giorgio Armani e Nino Cerruti. Nel 1961, la Camera Nazionale della Moda Italiana fu fondata a Milano, con lo scopo di promuovere e sviluppare l'industria della moda italiana a livello internazionale.


Negli anni '70, la moda milanese si affermò come una forza globale, con la nascita di importanti case di moda come Armani, Versace, Missoni e Krizia. Queste case di moda iniziarono a proporre nuove collezioni di abbigliamento, accessori e profumi che incarnavano lo stile e l'eleganza tipici dell'alta moda italiana.


Negli anni '80, la città meneghina divenne la capitale della moda italiana e una delle principali capitali della moda a livello mondiale.


Nel 1985 ci fu la prima edizione della Settimana della moda di Milano, nota anche come Milano Moda Donna. La Settimana della moda di Milano divenne subito un evento di rilevanza internazionale, con la partecipazione di importanti stilisti e case di moda come Gianni Versace, Gianfranco Ferré, Dolce & Gabbana e Prada.


La Settimana della moda di Milano si tiene ancora oggi due volte l'anno, in febbraio e settembre, e presenta le nuove collezioni di moda per la stagione successiva. L'evento attira stilisti, compratori, giornalisti di moda e appassionati di tutto il mondo e rappresenta uno dei momenti più importanti dell'anno per l'industria della moda italiana.


Negli anni '90 e 2000, la moda milanese si è evoluta ulteriormente, con la nascita di nuove case di moda come Marni, DSquared2 e Bottega Veneta. Milano ha anche visto la crescita di importanti marchi di moda streetwear come Stone Island e Off-White, che hanno contribuito a creare una nuova scena di moda alternativa nella città.


La moda milanese non è solo importante per l'economia italiana, ma anche per la sua influenza culturale e creativa. La città è un luogo di ispirazione per artisti, designer e creativi di tutto il mondo, che vengono attratti dalle sue strade, dai suoi negozi di moda, dai suoi musei e dalle sue gallerie d'arte. Milano è anche un importante centro per la formazione e l'educazione nel campo della moda, con numerose scuole di moda e design che offrono corsi di laurea e master di alto livello.


La moda milanese ha influenzato la moda a livello globale in molti modi. La città è nota per il suo stile elegante e sofisticato, che si riflette nelle collezioni di abbigliamento, accessori e profumi delle case di moda italiane. Milano è anche una città all'avanguardia nel campo della sostenibilità nella moda, con numerose iniziative e progetti dedicati a ridurre l'impatto ambientale dell'industria della moda.

La città di Milano è stata il set di numerosi film, programmi televisivi e video musicali, tutti ispirati dallo stile e dalla cultura della moda milanese.

La moda è un'industria globale che coinvolge molte città in tutto il mondo, ma ci sono alcune differenze nella moda tra Milano e il resto del pianeta che vale la pena esplorare:

Milano è conosciuta per il suo stile italiano, che si distingue per la sua eleganza, raffinatezza e artigianalità, è riconosciuto nel mondo il fatto che gli italiani sono noti per la loro attenzione ai dettagli e alla qualità, e questo si riflette nella moda milanese, la città meneghina è anche nota per il suo design innovativo e all'avanguardia.


Milano è conosciuta anche per il suo street style unico e alla moda. Gli italiani amano vestirsi bene, e questo si riflette nella moda di strada di Milano. Molte delle tendenze della moda di strada si originano a Milano, e poi si diffondono in tutto il mondo.

venerdì 17 febbraio 2023

Storia di Milano

 

La città di Milano è una delle più grandi e importanti città d'Italia. Situata nel nord della penisola, la città è il capologo della regione Lombardia e conta una popolazione di circa 1,4 milioni di abitanti.

La storia di Milano risale almeno al V secolo a.C., quando la città fu fondata dai Celti. La città era situata in una posizione strategica, vicino alla confluenza dei fiumi Olona e Seveso. Questa posizione permetteva di controllare il traffico lungo la via Emilia, una delle principali strade romane dell'epoca.

Nel 222 a.C., i Romani conquistarono la città e la trasformarono in un importante centro commerciale e culturale. Milano divenne un importante crocevia tra l'Italia centrale e il nord Europa e grazie alla sua posizione geografica, la città prosperò.
 

Durante il periodo romano, Milano divenne anche un importante centro culturale, con la presenza di importanti personaggi come l'imperatore romano Augusto, che vi soggiornò per diversi anni. Nel 313 d.C., l'editto di Costantino stabilì la libertà di culto per i cristiani, che portò alla costruzione di numerose chiese a Milano.

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, Milano passò sotto il controllo degli Ostrogoti, dei Bizantini e dei Longobardi. Nel Medioevo, la città divenne una delle più importanti della Lombardia, grazie alla sua attività commerciale e alla sua posizione strategica.

Durante il Rinascimento, Milano divenne un importante centro culturale, con la presenza di artisti come Leonardo da Vinci e Bramante. La città vide anche la costruzione di importanti monumenti come il Castello Sforzesco e la Basilica di Sant'Ambrogio.


Durante il periodo napoleonico, Milano venne conquistata dai francesi e divenne la capitale del Regno d'Italia, fondato da Napoleone nel 1805. Dopo la caduta di Napoleone, Milano venne annessa al Regno Lombardo-Veneto, sotto il dominio austriaco.

Nel 1861, Milano divenne parte del Regno d'Italia, dopo l'unificazione del Paese. Durante il XX secolo, la città subì gravi danni durante la Seconda Guerra Mondiale e il dopoguerra vide una rapida crescita economica e demografica. Negli ultimi decenni, Milano è diventata un importante centro finanziario e commerciale, non solo in Italia, ma anche a livello internazionale.


Milano è oggi una città moderna e cosmopolita, con numerosi musei, teatri e gallerie d'arte. La città è famosa per la sua moda, il design e la cucina, con numerosi ristoranti, bar e caffè dove è possibile gustare i piatti tradizionali della cucina lombarda.

Uno dei simboli più importanti di Milano è il Duomo, la grande cattedrale gotica situata nel centro della città, la sua costruzione ebbe inizio nel 1386, sotto il regno del duca Gian Galeazzo Visconti, e venne completata soltanto nel 1813, quando furono posati gli ultimi marmi della facciata.


Il Duomo di Milano è uno dei più grandi e imponenti edifici religiosi al mondo e rappresenta una delle attrazioni turistiche più visitate della città.

Altri importanti monumenti di Milano includono il Castello Sforzesco, che fu costruito nel XV secolo per volere della famiglia Sforza, che governò la città in quel periodo. Oggi, il castello ospita numerosi musei, tra cui la Pinacoteca di Brera, che contiene importanti opere d'arte, tra cui dipinti di Leonardo da Vinci, Raffaello e Caravaggio.

Milano è anche famosa per la sua vita notturna, con numerosi locali e discoteche che si animano ogni sera. Il quartiere di Brera, situato nel centro storico della città, è uno dei luoghi più frequentati dai giovani e dagli artisti, con numerosi bar, ristoranti e negozi di moda.

Milano è inoltre la sede di importanti istituzioni culturali e accademiche, tra cui l'Università degli Studi di Milano, fondata nel 1924, e la Pinacoteca di Brera, una delle più importanti collezioni d'arte d'Italia.


Nonostante il suo status di grande città moderna, Milano conserva ancora numerose tracce del suo passato storico. Il centro storico della città è ricco di edifici antichi, tra cui la Basilica di Sant'Ambrogio, che risale al IV secolo, e il Palazzo Reale, che fu costruito nel XVIII secolo per volere degli Asburgo.

Milano è inoltre famosa per la sua moda e il suo design. La città ospita ogni anno importanti eventi di moda, tra cui la Settimana della Moda di Milano, che attira stilisti e giornalisti da tutto il mondo. Milano è anche il centro del design italiano, con numerose aziende che producono mobili, oggetti d'arte e accessori di moda.

In sintesi, Milano è una città dalla storia millenaria, che ha visto il passaggio di numerose civiltà e culture. La città è oggi una delle più importanti del mondo, non solo per la sua attività economica e commerciale, ma anche per la sua cultura, la sua arte e il suo stile di vita. Milano rappresenta una meta ideale per i turisti che vogliono scoprire la ricchezza del patrimonio culturale e artistico italiano, ma anche per coloro che cercano un'esperienza di vita cosmopolita e all'avanguardia.


L'ultimo grande evento storico riguardante la città meneghina è stato l'Expo 2015 che ha rappresentato un'occasione unica per la città di Milano di mostrare al mondo la propria cultura, la propria capacità organizzativa e di ospitare grandi eventi internazionali. L'evento ha richiamato milioni di visitatori da tutto il mondo, con una media di circa 140.000 visitatori al giorno. Inoltre, l'Expo 2015 ha avuto un impatto significativo sull'economia locale, creando nuove opportunità di lavoro e stimolando il settore turistico e dell'ospitalità.


Tra gli eventi più importanti dell'Expo 2015 vi sono stati la cerimonia di apertura, che ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo politico e culturale, e la Conferenza mondiale sul clima, che ha visto la partecipazione di esperti e scienziati di tutto il mondo per discutere delle sfide e delle opportunità legate al cambiamento climatico. Inoltre, l'Expo 2015 ha ospitato numerosi eventi culturali e artistici, tra cui concerti, spettacoli teatrali e mostre d'arte.

Un altro aspetto importante dell'Expo 2015 è stato il contributo offerto dalle aziende partecipanti, che hanno mostrato al pubblico le loro tecnologie e soluzioni innovative per l'agricoltura sostenibile e la produzione di cibo. In particolare, il Future Food District, un'area espositiva dedicata alle nuove tecnologie alimentari e alla produzione di cibo sostenibile, ha attirato l'attenzione di molti visitatori e rappresentato una fonte di ispirazione per gli imprenditori del settore.

In conclusione, l'Expo Milano 2015 è stata una manifestazione di grande rilevanza internazionale, che ha offerto al pubblico un'esperienza unica di scoperta delle culture e delle tradizioni culinarie dei vari paesi partecipanti.

venerdì 30 settembre 2022

Arona


Arona, incastonata sulle rive occidentali del suggestivo Lago Maggiore, nel cuore della regione Piemonte, è una città ricca di storia, cultura e bellezze naturali che ne fanno una destinazione affascinante.


Le origini di Arona risalgono all'antichità, con le prime tracce di insediamenti umani che risalgono all'epoca romana. Tuttavia, è nel corso del Medioevo che la città inizia a emergere come un centro di rilievo, grazie alla costruzione di una fortezza sulla collina circostante per scopi difensivi. Nel corso dei secoli, Arona ha vissuto sotto il dominio di varie famiglie nobiliari, tra cui i Visconti e i Borromeo, quest'ultimi particolarmente importanti per la storia della città.


Uno dei simboli più iconici di Arona è il Colosso di San Carlo Borromeo, una monumentale statua in bronzo alta più di 30 metri, che troneggia sulla città e offre una vista spettacolare sul lago e sulle montagne circostanti. La statua è dedicata a San Carlo Borromeo, cardinale del XVI secolo e membro della potente famiglia Borromeo, nato ad Arona e protagonista della riforma della Chiesa cattolica.

Oltre al Colosso di San Carlo Borromeo, Arona vanta altre attrazioni storiche e culturali. Tra queste, spicca il Castello di Angera, un'imponente fortezza situata sulla sponda opposta del Lago Maggiore, e la Chiesa di Santa Maria di Loreto, un gioiello barocco che conserva al suo interno preziose opere d'arte.

Arona è anche una meta apprezzata dagli amanti della natura, grazie a splendide passeggiate lungo il lungolago e escursioni nelle colline circostanti, che offrono panorami mozzafiato sulla regione. Il Lago Maggiore stesso offre numerose opportunità per attività acquatiche come nuoto, vela e windsurf.

La città è animata da vivaci mercati locali, caffetterie accoglienti e ristoranti che deliziano i visitatori con prelibatezze della cucina piemontese e lombarda. Inoltre, Arona ospita eventi culturali e festival durante tutto l'anno, tra cui concerti, mostre d'arte e celebrazioni religiose.

In breve, Arona è una destinazione che incanta i suoi visitatori con una miscela unica di storia, cultura e paesaggi mozzafiato, offrendo un'esperienza indimenticabile a chiunque decida di esplorarla.


traghetti ad Arona


Cantieri Navali di Arona


fontana ad Arona


monumento agli alpini di Arona


fontana dei giardini pubblici di Arona


Rocca di Angera vista da Arona


bandiera di Arona


vista sul Lago Maggiore e Rocca di Angera


Arona Piazza del Popolo


statua di San Carlo Borromeo chiamata anche statua del Sancarlone


la statua del Sancarlone di Arona è alta 35 metri


chiesa di San Carlo ad Arona












venerdì 19 novembre 2021

Como estate 2021

 

Villa Olmo a Como


cartelli informativi del Parco di Villa Olmo


Villa Olmo


la scultura "the Life Electric"


monumento ai Caduti di Como


Tempio Voltiano


Duomo di Como


torre del Broletto


lago di Como


vista sul lago di Como


Aero Club Como


cigni sul lago di Como













venerdì 28 maggio 2021

il Giro d'Italia arriva a Stradella

 

Diciottesima tappa che porta i girini da Rovereto a Stradella, tappa lunga e molto calda, contraddistinta da una fuga dai primi km di 23 corridori.

 

Il gruppo maglia rosa lascia fare e per il leader del Giro d'Italia Bernal diventa una frazione di trasferimento senza pericoli per la classifica, tra i fuggitivi si mette in evidenza il francese Remy Cavagna che va via da solo sul gran premio di quarta categoria di Castana, i più reattivi a reagire sono Ulissi,Mosca,Hirt, Bevin, Roche e Bettiol.

 

Sulla salita di Cigognola Cavagna continua la sua cavalcata solitaria, solo Nicholas Roche e Alberto Bettiol possono tenergli testa, la corsa si decide sull'ultima salita di giornata quella di Canneto Pavese dove uno strepitoso Bettiol prima stacca Roche e poi raggiunge il francese, sulle ultime rampe Cavagna cede di schianto e il campione toscano s'invola verso la sua prima vittoria al Giro d'Italia sul traguardo di Stradella, a completare il podio di giornata c'è Consonni secondo e Roche terzo, il gruppo maglia rosa arriva a Stradella dopo oltre 23 minuti.

 

Bettiol in carriera ha vinto il Giro delle Fiandre, classica belga di quasi 270 km, mentre a Stradella ha trionfato dopo una tappa di 232 km, ciò denota che il corridore di Poggibonsi emerge quando il chilometraggio supera abbondantemente i 200 km e vengono fuori le sue doti di fondo.







ordine d'arrivo della diciottesima tappa del Giro d'Italia Rovereto - Stradella di 232 km





classifica generale dopo la diciottesima tappa del Giro d'Italia





Diego Ulissi


Stefano Oldani


Filippo Zana


Alessandra De Stefano giornalista Rai


Eugenij Berzin vincitore del Giro d'Italia del 1994


Toyota al Giro d'Italia


Giro d'Italia






domenica 22 marzo 2020

Coronavirus, la Lombardia e il suo mistero



Perchè il Coronavirus si è sviluppato cosi velocemente in Lombardia rispetto alle altre regioni ?


questo è l'interrogativo che si pone la virologa di fama internazionale Ilaria Capua, che mette in risalto un'anomalia della diffusione del Coronavirus nella regione più ricca d'Italia.

Prima di tutto la Capua ci spiega come probabilmente è nato il nuovo virus, accantonando ogni ipotesi alternativa, complottistica( Covid-19, fabbricato in laboratorio nella città di Wuhan e poi intenzionalmente messo in circolo) si parte dall'idea che in Cina è normale mangiarsi animali come serpenti e pipistrelli, alcuni commercianti si recano nelle foreste dove vivono i pipistrelli, li portano ancora vivi nei mercati rionali dove non regna di certo l'igiene, dove non vengono fatti controlli sanitari, insomma mica l'Asl cinese ci mette piede, sono mercati dove vengono ammassati e venduti vivi puzzole, rane, serpenti, pipistrelli e chissà quante altre specie di animali selvatici, tra essi ci sono pure i pangolini (piccoli mammiferi simili ai formichieri che vivono nelle zone tropicali dell'Asia meridionale).

In uno di questi mercati rionali ci sarebbe stata l'infezione del Covid-19 dal pipistrello al pangolino e poi il passaggio del Coronavirus da animale ad uomo spiega Ilaria Capua, potrebbe essere accaduto nel momento in cui un pangolino avrebbe fatto la cacca in bocca a qualche venditore o cliente del mercato del pesce di Wuhan.

questo incidente che potrebbe essere di poco conto, viene sottovalutato dalla vittima la quale viene assicurata dal dottore che lo visita, che cataloga i primi sintomi, tosse e febbre ad una semplice influenza non riuscendo a capire che è nata una nuova malattia, nel frattempo il Coronavirus s'allarga ad una velocità incredibile e quell'insignificante defecazione diventa decisiva per le sorti di tutto il mondo.

Le sequenze genetiche isolate nel pangolino sono al 99% identiche al Coronavirus che circola tra gli uomini e ciò ha portato a credere numerosi virologi che quasi sicuramente i due animali che hanno dato vita a questa devastante malattia per il genere umano siano il pangolino e il pipistrello (quest'ultimo per via del fatto che sia la Sars nata nel 2002, che la Mers nel 2012 derivano dal genere dei Coronavirus presenti nel pipistrello e il Covid-19 è geneticamente un parente stretto di queste due malattie respiratorie)

la virologa spiega anche chi sono i soggetti più a rischio:

cardiopatici
diabetici
obesi
immunodepressi

secondo Ilaria Capua la malattia colpisce sopratutto gli uomini rispetto alle donne, ma non è la causa di morte, nel senso che accelera le patologie già presenti in alcune persone portandole anzitempo al decesso, la virologa ipotizza che nel prossimo futuro il Covid-19 sarà semplicemente un raffreddore e non ci sarà bisogno di essere vaccinati.


Ma ci sono delle cause legate all'alta velocità di diffusione del Coronavirus in Lombardia rispetto ad altre zone d'Italia ?

Ricordiamoci in primis, che in Lombardia esistono la maggior parte delle aziende italiane e alcune hanno stretti legami commerciali con la Cina, la maggior parte dei viaggi verso l'Asia partono dalla Lombardia, in modo tale gli uomini d'affari e rappresentanti delle varie aziende hanno contributo in maniera decisiva all'arrivo del Covid-19 in Italia, non a caso vicino a Codogno, nella provincia di Lodi c'è stato il paziente 1 Mattia, il quale qualche giorno prima aveva fatto una cena con un suo amico (risultato asintomatico) proveniente da Shangai dove lavora stabilmente.

prima risposta: la Lombardia parte per prima

seconda cosa, la Lombardia è una delle regioni più popolose e ha varie zone di pianura che permettono facili spostamenti, viceversa in regioni prevalentemente montagnose invece ci sposta in maniera più difficoltosa e alcuni paesini rimangono più isolati.

terzo: la stagione sciistica ha contributo al contagio nelle province di Bergamo e Brescia( le più martoriate dal Coronavirus), essendo il focolaio primario tra Lodi e Piacenza la gente trova meno comoda la provincia di Varese o di Como per sciare rispetto alle 2 province sopracitate.

quarto: la partita di Champions League giocata a San Siro il 19 febbraio tra Atalanta e Valencia(finita 4-1) ha fatto sicuramente da detonatore alla veloce diffusione del Coronavirus, 45000 tifosi si sono spostati in massa dalla zona della bergamasca passando per treni, pullman, autogrill portando inconsapevolmente in giro il virus, addirittura un giornalista del Valencia è risultato positivo al suo rientro in Spagna solo per essere stato un paio d'ore allo stadio, ricordiamoci che ufficialmente il primo caso italiano sarebbe venuto a galla il giorno dopo, giovedì 20 febbraio a Codogno in provincia di Lodi.


Ma oltre le cause logistiche, andiamo ad analizzare le cause ambientali, sorgono varie ipotesi verso l'inquinamento dovuto alle polveri sottili, il particolato atmosferico (Pm 10 e Pm 2,5) farebbe da vettore nel trasporto del Coronavirus, il quale potrebbe rimanere in aria per varie ore e giorni venendo trasportato per lunghe distanze.


Un altra domanda nasce spontanea, perche la città più popolosa della Lombardia ovvero Milano, non è stata contagiata in maniera superiore alle altre ?

è una semplice casualità o centra la localizzazione delle fabbriche (che producono inquinamento), che non si trovano nel centro di Milano, ma sono ubicate principalmente in aeree periferiche lungo la pianura padana ?


C'è da puntualizzare perchè si è sottovalutato il Coronavirus: all'inizio si è notata un'analogia con la Sars poichè il Covid-19 assomiglia geneticamente al coronavirus presente nei pipistrelli esattamente come nel caso della Sars, essa non aveva una forte velocità di propagazione e contagiò solo 8096 persone che portarono a 774 decessi, con un tasso di mortalità del 9,6%, è stato un virus molto più mortale dell'attuale Coronavirus (che ha un tasso di mortalità del 2-3%) ma molto meno contagioso.

Tra l'altro la Sars nacque nel novembre del 2002 e si esauri' nel luglio 2003, toccando l'Italia marginalmente(solo 4 casi), perciò si è pensato che il Coronavirus avrebbe avuto un impatto lieve senza procurare gravi danni come accaduto nel caso della Sars, invece si è rivelato innarestabile, senza la possibilità di creare in tempi brevi un vaccino efficace, da valutare cosa accadrà in estate quando ci saranno 30 gradi, se è vero che i virus si trovano male ad alte temperature anche il Covid-19 potrebbe perdere parte del suo contagio, d'altronde nelle zone dove fa sempre caldo i casi sono relativamente pochi rispetto alle nostre latitudini.