giovedì 29 novembre 2018

Ricette - le Pangialdine




Preparazione della ricetta delle pangialdine:


togliere dal frigorifero il burro 30 minuti prima dell'impasto e tagliarlo a pezzetti.
Ungere con il burro una placca da forno, sbattere in una terrina burro, zucchero, tuorli, continuare a mescolare fino a raggiungere un composto omogeneo.
A questo punto aggiungere farina gialla, farina bianca, lievito e sale facendoli cadere insieme da un setaccio.
Unire latte e scorza di limone.

Quando l'impasto si è uniformato, prendere 3 cucchiai alla volta, formare con le mani dei tortini rotondi e piatti e poi disporli sulla placca.

In una ciotola battere leggermente con una forchetta gli albumi, spennellare la superficie delle pangialdine, a questo punto bisogna lasciarle riposare per 30 minuti in ambiente tiepido.

A questo punto scaldare il forno a 180 gradi e infornare per circa 20 minuti, aspettare che le pangialdine diventino dorate, farli raffreddare nella teglia sopra una gratella per 10 minuti, staccarle con la spatola e farle raffreddare completamente.



ingredienti per 6-8 persone:

-  300 grammi di farina gialla (fioretto)
-  200 grammi di farina di grano tenero
-  150 grammi di zucchero
-  150 grammi di burro
-  2 uova
-  scorza grattugiata di un limone
-  una bustina di lievito
-  4 cucchiai di latte
-  un pizzico di sale fino


vedi anche:
Ricette - il Pane di San Siro
Ricette - la Torta Paradiso


giovedì 28 dicembre 2017

Ricette - la Torta Paradiso



L'inventore di questa torta fu il pasticciere pavese Enrico Vigoni che aprì la sua attività nel 1878, un cliente rimase talmente entusiasta nel gustare il dolce che la definì Torta del Paradiso e da lì in poi fu chiamata da tutti così, le furono assegnati nel corso degli anni diversi premi tra cui spicca la medaglia d'oro all'esposizione internazionale del 1906. l'ultimo premio per ordine di tempo, ma non d'importanza le fu assegnato a Milano in occasione dell'Expo dei Sapori del 2003.


La ricetta della torta Paradiso inizia togliendo dal frigorifero una mezz'ora prima il burro, tagliarlo a pezzetti, riscaldare il forno a 170 gradi.
Ungere con il burro e cospargere di fecola una tortiera del diametro di 30 centimetri circa.
In una terrina sbattere con la frusta il burro finche non diventa una crema soffice, senza smettere di mescolare, aggiungere lo zucchero un cucchiaio alla volta e i tuorli d'uova uno alla volta.

Aggiungere la farina e la fecola setacciate, in un'altra terrina montare a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale, a questo punto unirli al composto di uova e farina con delicatezza, in modo tale che non si smontino.

Unire anche la scorza di limone grattugiata, versare nello stampo e cuocere per circa 1 ora a 170 gradi.

Quando la torta Paradiso si è raffreddata, cospargere abbondantemente la superficie di zucchero a velo.



Ingredienti per 4 persone:

- 300 grammi di zucchero semolato
- 150 grammi di zucchero a velo
- 300 grammi di burro
- 150 grammi di farina
- 150 grammi di fecola di patate
- 8 uova
- 1 limone
- un pizzico di sale

vedi anche:
Ricette - il Pane di San Siro
Ricette - le Pangialdine

lunedì 18 dicembre 2017

Ricette - il Pane di San Siro



Tipico dolce della città di Pavia, viene preparato il 9 dicembre, giorno di San Siro, primo vescovo e patrono della città pavese.

La ricetta del pane di San Siro inizia con la preparazione del pan di Spagna, il segreto per farlo davvero soffice è montare a lungo le uova utilizzando sia farina che fecola di patate.
Tirare le uova fuori dal frigorifero almeno un'ora prima dell'inizio della preparazione, montarle a lungo con lo sbattitore elettrico aggiungendo poco alla volta lo zucchero. Si ottiene così un composto molto soffice e spumoso a cui si aggiungono delicatamente e poco alla volta la farina e la fecola setacciate.

Versare il composto così ottenuto in stampi rotondi imburrati, cuocere in forno a 180 gradi per 20-30 minuti, mentre si cuoce il pan di Spagna si può preparare la crema di burro alla nocciola.
Versare l'acqua e lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso e scaldare finche lo zucchero non si sarà completamente sciolto, portare quindi ad ebollizione.
Se si ha un termometro per liquidi a disposizione, lo sciroppo deve raggiungere i 120 gradi.

Montare i tuorli e aggiungere lo sciroppo, mescolando il composto finche non raggiunge la temperatura ambiente.
Nel frattempo lavorare il burro a crema con una spatola, una volta pronto, incorporarlo alle uova, aggiungere in fine la pasta di nocciola e un po' di rhum.

Prima d'iniziare a comporre la torta, bisogna preparare anche la copertura di cioccolato, mettendo a bagnomaria il cioccolato fondente, preparare uno sciroppo con 75 grammi di zucchero e due cucchiai d'acqua, scorporare il cioccolato fuso, mescolare velocemente fino ad ottenere una salsa omogenea.

A questo punto bisogna tagliare a metà, orizzontalmente, i tortini di pan di Spagna, bagnare le due metà con del rhum, distribuire tra uno strato e l'altro la crema al burro, chiudere e versare la copertura di cioccolato, ricoprendo completamente anche i bordi con l'aiuto di una spatola.
Lasciar raffreddare il Pane di San Siro prima di mangiarlo.



Dosi e ingredienti per 6-8 persone

per la pasta:
- 125 grammi di zucchero
- 5 uova
- 90 grammi di farina bianca
- 60 grammi di fecola di patate
- burro e farina per lo stampo
- lievito

per la crema di burro alla nocciola:
- 50 millilitri di acqua
- 150 grammi di zucchero
- 6 tuorli
- 175 grammi di burro (temperatura ambiente)
- 50 grammi di pasta di nocciole

altri ingredienti:
- 300 grammi di cioccolato fondente
- 75 grammi di zucchero
- rhum

vedi anche:
Ricette - la Torta Paradiso
Ricette - le Pangialdine

giovedì 7 settembre 2017

Pavia - parte seconda



monumento ai Re Longobardi

In prossimità dell'ingresso del Policlinico San Matteo, c'è la rotonda dei longobardi, così chiamata per via delle opere dello scultore Carlo Mo, che rappresentano il Re longobardo e Re d'Italia Alboino e la regina d'Italia Teodolinda

Alboino di origine germanica fu Re dei longobardi dall'anno 560 e Re d'Italia dal 568 al 572, nella sua conquista delle principali città del Nord d'Italia, Pavia fu l'ultima ad arrendersi dopo ben 3 anni d'assedio.

Teodolinda fu regina dei longobardi e d'Italia dall'anno 589 fino al 616 come moglie del re e dal 616 al 624 come reggente durante il regno del figlio Adaloaldo.

Sotto la dominazione romana Pavia era chiamata Ticinum, quando s'imposero i longobardi nel 572 divenne Papia (così denominata, forse per la presenza del primo vescovo ariano "città del Papa") qualche decennio più tardi nel 620 la città divenne capitale del regno longobardo, nel 774 Carlo Magno sconfiggendo il Re Desiderio mise fine al dominio dei longobardi, ma Pavia rimase capitale del regno italico fino al anno 1024.


Pavia la rotonda dei Longobardi


Pavia la ferrovia


ospedale policlinico San Matteo di Pavia


il Naviglio pavese


Porta Milano


chiesa del Santissimo Crocifisso


chiesa della Sacra Famiglia


chiesa di San Salvatore e basilica di San Mauro


chiesa di San Salvatore ufficialmente conosciuta dai pavesi come chiesa di San Mauro


Pavia chiesa di San Lanfranco



vedi anche:














lunedì 16 gennaio 2017

la Certosa di Pavia



Tra Pavia e Milano, esattamente a 8 km a nord di Pavia, si trova la Certosa di Pavia (situata nell'omonimo paese) che ha più di 600 anni di storia, ed è sia un monastero cistercense che Santuario della Beata Vergine Maria Madre delle Grazie.

La costruzione della Certosa di Pavia avvenne per volontà di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, il motivo risale ad un voto fatto alla Madonna da sua moglie Caterina, ella dopo aver perso alla nascita una prima figlia nel giugno 1385, perse un'altro figlio l'8 gennaio 1390, avendo paura di morire lei stessa durante il parto promise alla Madonna di costruire una Certosa se fosse sopravissuta, Caterina rimase in vita e il 27 agosto 1396 fu messa in posa la prima pietra per la costruzione della Certosa di Pavia, per vedere l'opera completata bisognerà però aspettare più di un secolo ovvero l'anno 1507.

Per la costruzione del monastero si sono avvicendati i migliori architetti, scultori e pittori dell'epoca, come il progettista del Duomo di Milano Bernardo da Venezia, Giovanni Solari, il Mantegazza, il Bergognone, la realizzazione della Certosa assomma in se più stili dal tardo - gotico italiano al rinascimentale.

Nel corso dei secoli a soggiornare nella Certosa di Pavia si sono alternati diverse comunità di religiosi: certosini, cistercensi, benedettini, carmelitani.
Dal 1968 il monastero è gestito dai monaci cistercensi.

Si stimano in circa 300.000 le persone che ogni anno visitano la Certosa.

Il 7 luglio 1866 la Certosa di Pavia fu dichiarata monumento nazionale italiano diventando di proprietà del Regno d'Italia e successivamente dello stato italiano, pertanto tutti i beni artistici ed ecclesiastici del monastero sono posti sotto vincolo demaniale.


Curiosità cinematografica: le scene iniziali del film "E' arrivato mio fratello" sono state girate alla Certosa di Pavia, dove Renato Pozzetto interpreta il professor Ovidio Ceciotti, insegnante delle scuole elementari impegnato in una gita scolastica presso il luogo religioso pavese, gli scolari si prendono gioco del Ceciotti a cui faranno perdere il treno del ritorno per Milano.


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martedì 13 settembre 2016

Milano


il Duomo di Milano


Duomo di Milano

Il simbolo di Milano è il Duomo, dedicato a Santa Maria Nascente, imponente e maestoso, come grandezza è la terza chiesa cattolica più grande al mondo dopo San Pietro in città del Vaticano e la cattedrale di Siviglia.

Nel 1386 dopo il crollo del campanile fu l'arcivescovo dell'epoca Antonio de Saluzzi a promuovere la costruzione dell'attuale Duomo di Milano, nato , sui resti di due chiese, la cattedrale di Santa Maria Maggiore e la Basilica di Santa Tecla.

Per la progettazione e costruzione della Cattedrale, il Signore di Milano, Gian Galeazzo Visconti fonda la veneranda fabbrica del Duomo, come materiale fu scelto il marmo di Candoglia e per le forme architettoniche lo stile tardo gotico d'ispirazione renano - boema, da quel momento in poi ci vorranno 400 anni per vedere la fine dell'opera che avverrà solo nel diciannovesimo secolo.

Nel punto più alto del Duomo fu posta a protezione dei milanesi, la Madonnina, opera dello scultore Giuseppe Perego, la statua raffigurante la Madonna Assunta venne innalzata sulla guglia maggiore del Duomo di Milano negli ultimi giorni del mese di Dicembre del 1774, la grande statua è composta da lastre di rame, sbalzate e dorate, oggi sorrette da uno scheletro in acciaio inossidabile, è alta 4 metri e 16 centimetri.

Piazza duomo ha una superficie di 17000 mq ed è una delle piazze più grandi d'Italia, unita alla magnificenza della Cattedrale, fa sì che questo sia uno dei punti di Milano più caratteristici e ambiti per i turisti che vogliono visitare il capoluogo lombardo.



Per chi vuole visitare il Duomo e arriva in treno alla stazione centrale di Milano, bastano 4 fermate di metro della linea gialla direzione San Donato fermata Duomo.

Dalla stazione ferroviaria di Lambrate ci sono due opzioni: 2 fermate di metro della linea verde direzione Assago/Abbiategrasso scendere fermata Loreto e poi prendere linea rossa direzione Rho Fiera/Bisceglie 5 fermate scendere fermata Duomo, oppure 4 fermate della linea verde sempre in direzione Assago/Abbiategrasso scendere fermata della stazione centrale così da raggiungere il Duomo come sopra descritto per chi arriva dalla stazione centrale.

Dalla stazione ferroviaria di Porta Garibaldi anche qui ci sono 2 opzioni: 3 fermate della linea verde direzione Assago/Abbiategrasso scendere fermata Cadorna, poi prendere linea rossa direzione Sesto 1 maggio Fs, 3 fermate e si arriva in Duomo, oppure prendere linea verde direzione Gessate 2 fermate di metro si scende alla stazione centrale e da qui si può raggiungere il Duomo come sopra descritto.


monumento di Vittorio Emanuele II posto al centro di Piazza Duomo a Milano


Monumento di Vittorio Emanuele II

Il re Umberto I, figlio di Vittorio Emanuele II, fece commissionare la costruzione del monumento allo scultore Ercole Rosa, l'opera iniziò nel 1879 ma ebbe la conclusione solo nel 1896, il Rosa morì prima e negli ultimi 4 anni i lavori vennero terminati dai fratelli Barzaghi sotto la direzione dello scultore Ettore Ferrari.

Il monumento in onore del re Vittorio Emanuele II si compone di tre elementi: il basamento fatto in granito rosso attorniato da una gradinata in marmo bianco, il piedistallo realizzato con il marmo di Carrara e la statua equestre in bronzo.

Nella parte anteriore del piedistallo c'è una targa con la scritta "giugno 1859" che fa riferimento all'ingresso del re Vittorio Emanuele a Milano avvenuto l'8 giugno 1859, mentre nella parte posteriore c'è un'altra targa con la scritta "14 giugno 1896" in riferimento alla data d'inaugurazione del monumento in piazza Duomo.

La statua equestre rappresenta il re Vittorio Emanuele II alla guida dei soldati nella battaglia di San Martino del
 24 giugno 1859.

San Martino della Battaglia si trova a sud del lago di Garda e fu luogo di una storica vittoria delle truppe del Regno di Sardegna contro gli austriaci che decretò la fine della seconda guerra d'indipendenza.


ingresso della galleria Vittorio Emanuele II


il Duomo di Milano in tutta la sua imponenza

vengono stimati in 7,7 milioni i turisti che in un anno visitano Milano, tra i principali motivi del turismo meneghino ci sono la moda, il lusso, il lavoro, lo studio e i monumenti artistici


monumento equestre del re Vittorio Emanuele II a Milano


Milano interno della galleria Vittorio Emanuele II


cupola della galleria Vittorio Emanuele II


Milano Palazzo Marino


Teatro della Scala di Milano


monumento di Leonardo da Vinci in Piazza della Scala


Palazzo Marino in Piazza della Scala


turisti a spasso per Milano con il pullman


Palazzo della Banca Commerciale


stazione centrale di Milano


la Mela Reintegrata

La Mela Reintegrata è un opera di Michelangelo Pistoletto fatta in polvere di marmo e argilla coperta d'intonaco, ricorda un po' le cuciture delle palle da baseball.


ingresso stazione centrale di Milano con la Mela reintegrata


Milano il Pirellone


Milano Arco della Pace


Arco della Pace


Arco della Pace in piazza Sempione


vedi anche:







venerdì 15 luglio 2016

Leggende di Pavia - la nascita del Ponte Coperto



Questa leggenda ha luogo la notte di Natale dell'anno 999, tutta la popolazione si recava a sentire la santa messa di mezzanotte nel centro della città, ma l'operazione risultava più difficoltosa per gli abitanti del borgo che dovevano attraversare il Ticino in mancanza di ponti, dato che il vecchio ponte romano era crollato.

L'unica soluzione era prendere le barche, ma la grande ressa di gente ansiosa di attraversare il fiume unita ad una fitta nebbia rendeva la procedura più difficile del previsto, a salvare la situazione ci pensò un gentiluomo vestito di rosso, che garantiva di far passare tutti attraverso un ponte compatto di nebbia, egli promisè che sarebbe diventato di solida pietra se la prima persona che lo attraversava fosse passato con lui agli inferi per sempre......in quel momento la gente capì di trovarsi al cospetto del Diavolo in persona.

il Ponte Coperto di Pavia

Risolvere il problema di passare il Ticino grazie ad un solido ponte era il desiderio di tutti, ma ovviamente nessuno voleva sacrificarsi alla volontà del Diavolo, accorse allora l'Arcangelo Michele che propose al Diavolo d'iniziare a costruire il ponte, nel frattempo la popolazione avrebbe deciso chi doveva passare per primo.

il Diavolo accettò e dopo aver costruito il Ponte si mise sul pilone centrale ad aspettare il premio, ma l'Arcangelo Michele anzi che far passare per primo un uomo decise di far passare un caprone in modo di gabbare il Diavolo.

A quel punto, Lucifero fu preso dall'ira e scatenò un violento nubifragio, vento, pioggia, fulmini e saette s'abbatterono sul ponte ma non poterono distruggerlo vista la saldezza delle colonne di pietra.

Affinchè il Diavolo non tornasse mai più, fu deciso di costruire una chiesetta in mezzo al ponte, in onore di San Giovanni Nepomuceno protettore delle alluvioni e delle persone in pericolo di annegamento.